A proposito di abitudini e scarpe
Attraverso il mio lavoro ho la fortuna di conoscere e avvicinarmi a storie di vita diverse, sfaccettate, ognuna speciale a modo suo.
Le persone con le quali intraprendo un percorso, sia individuale che di gruppo, mi raccontano ciò che per loro ha segnato un cambiamento importante.
Questo perché lavorando insieme sul corpo veniamo a conoscenza di qualcosa che neanche immaginavamo prima, perché siamo educati ed allenati ad utilizzare la mente, raccontandoci versioni alternative a quello che è la realtà, cercando spiegazioni, interpretazioni che ci allontanano dall’essenza del sentire.
I sintomi sono un po’ come il nostro Bianconiglio, e noi, come Alice, provando a inseguirli, ci troviamo in mondi inaspettati.
Provo a spiegarvi come succede, con un esempio.
Un cliente, durante un percorso individuale raggiunge una chiara e importante consapevolezza: interrompere un’abitudine.
Una abitudine che per tanto tempo ha segnato le sue giornate, perché era un percorso di introspezione personale quotidiano di cui ha molto giovato ma che ha deciso di accantonare per un po’.
Non serve spiegarvi qui il perché ma vi invito a riflettere: succede a tutti? Siamo in grado di accorgerci quando è il momento di cambiare qualcosa nella nostra vita, anche se questa cosa, un tempo, ci ha fatto molto bene o ci è servita?
Quanto siamo affezionati alle nostre abitudini?
Nel tempo cambiamo tantissimo, che lo vogliamo o no.
Di conseguenza anche le esperienze di cui ci circondiamo dovrebbero poter cambiare insieme a noi. Non indossiamo le stesse scarpe per tutta la vita, il corpo cambia (nella forma e nel colore Cit.) e, per stare comodi nella nostra quotidianità, dovremmo saper indossare abitudini nuove ogni volta che è necessario.
Ecco perché lavoro sul corpo: entrando dalla porta dell'urgenza e dallo stimolo della necessità del cambiamento che il corpo ci richiede.
Lascio uscire i bisogni che emergono, profondi e urgenti