Aprire le porte verso di te
Ciao, come stai?
Mi piace accogliere così le persone che vengono nel mio studio. A volte con un sorriso e una stretta di mano, un tocco leggero, ma sempre con uno sguardo sincero e attento.
È una domanda tra le più banali, ce la sentiamo chiedere spesso. Ma è ciò da cui tutto comincia: ci fa riflettere su noi stessi e sul nostro stato.
Mi piace creare uno spazio e un tempo in cui quella domanda sia una piccola porta di libertà per tutto quello che è appena dietro la soglia e non aspettava altro che quel momento per prendere ossigeno. Ciascuno con il suo ritmo: magari un fiume in piena oppure un delicato ruscello di montagna. Non importa.
Importa solo che quella libertà, quella sincerità nei confronti di ciò che proviamo e sentiamo dentro, abbia la sua meritata attenzione.
Amo il mio lavoro e amo aprire queste porte con chi decide di affidarsi alle mie cure per affrontare un momento faticoso del suo presente.
Fatica, sì.
È possibile che in questa parte dell’anno molti sentano questa sensazione, più che mai. Non vedere l’ora di mettere in pausa il quotidiano, l’ordinario, per evadere, cambiare prospettive, vivere nuove esperienze rigenerative.
Prima di tutto mi viene da dire: bene, ti è concesso. È assolutamente permessa questa sensazione perché nessuno di noi è una macchina a moto infinito e dobbiamo riposare, se possibile, quando il nostro corpo ci manda certi segnali.
Ma il mio augurio è anche quello di non rinunciare alle esperienze che vogliamo vivere solo perché sentiamo che non siamo perfettamente al top. Non c’è nessuna performance da eseguire, nessun voto (parleremo di voti e di scuola in una prossima newsletter), soprattutto nessuna immagine di noi da proiettare negli altri per sentirci bene o far finta di sembrarlo.
Siamo il nostro bagaglio di esperienze e di vita vissuta ed è quello l’unico che ci portiamo sempre in viaggio, ovunque si vada, qualsiasi rotta vogliamo percorrere.
Quindi buon viaggio, verso le tue sorgenti, verso mete esotiche, dentro un romanzo senza mai spostarsi dal divano.
Ti auguro di stare bene.