Quanto entusiasmo sai permetterti?
I nuovi progetti per me sono all’ordine del giorno e non mi tiro mai indietro quando si tratta di preparare la valigia e partire!
Assomiglia a una metafora ma non lo è: l’autunno scorso sono stata invitata oltre oceano per dare sessioni individuali e percorsi intensivi tra New York e il Massachusett.
E ora mi trovo nei Paesi Bassi ad insegnare il primo anno di corso del Metodo Grinberg per la Amsterdam Academy of Body Learning e la Body Learning School.
Sono già diversi anni che insegno il Metodo Grinberg e non è raro che io venga chiamata a condurre le lezioni del primo anno in qualità di Insegnante Esperta.
L’ultima volta è successo circa un anno fa quando ho svolto lo stesso corso per la Body Learning School.
Sotto la mia guida, gli studenti e le studentesse hanno la possibilità di imparare da zero tutto quanto sia necessario apprendere per avvicinarsi e poi approfondire il Metodo Grinberg.
Durante le sessioni di insegnamento normalmente sono affiancata da un o una assistente.
Ogni volta vengo assistita da persone diverse e lo scorso anno mi ha affiancato Leandaer Ruivenkamp.
Come dimostrazione al gruppo di lavoro, Leandaer ha ricevuto da me una sessione e la sua esperienza è stata talmente significativa per lui che ha voluto condividerla pubblicamente in una sua newsletter.
Un piccolo stralcio lo trovate più sotto, ma cosa è successo di così significativo?
Durante la dimostrazione, abbiamo affrontato alcuni temi importanti per lui in quel periodo, in modo particolare un nuovo progetto nel quale stava investendo molte energie.
Ma, insieme all’entusiasmo e all’emozione di voler coltivare un nuovo progetto e l’energia positiva di vederlo realizzato, la paura generava in lui dei blocchi che gli impedivano di godersi a pieno quella fase creativa così intensa e, cosa ancora più importante, gli impedivano di proseguire.
L’ho aiutato a focalizzarsi di più e meglio sulle sensazioni che emergevano nel suo corpo, sui sintomi che concretamente percepiva mentre mi raccontava del suo progetto, ancora in erba. Gli ho insegnato ad usare l’energia della paura e dell’entusiasmo per non fermarsi nel realizzare il proprio desiderio.
Il risultato è che Leandaer, dopo meno di un anno da quella sessione, è riuscito nel suo intento che era quello di aprire la Amsterdam Academy of Body Learning e ha voluto che fossi io a condurre le lezioni del primo anno del Metodo Grinberg.
Lascio il suo racconto qui sotto perché spero possiate riconoscervi nelle sue parole, nelle sue paure e nei suoi dubbi. E possiate comprendere che a lui, come a voi, posso insegnare a non rinunciare ai vostri desideri per la paura, ma ad usare l’energia che essa sprigiona per realizzarli.
Circa otto mesi fa, durante una sessione che ho ricevuto, ho scoperto il delicato ma potente equilibrio tra il permettere a me stesso di provare entusiasmo e il reprimerlo inconsciamente a causa di ostacoli percepiti.
Era durante una settimana di formazione in cui ero assistente di Paola Dalmasso (la nostra insegnante del prossimo primo anno) che stava facendo una dimostrazione su di me, a partire dai miei piedi.
“Cosa fai quando provi una forte emozione?” - mi ha chiesto Paola
“Ti permetti di essere emozionato per il tuo nuovo progetto scolastico?” (si riferivano all'Amsterdam Academy for Body Learning).
“Lo provo”, ho detto, “ma è difficile rimanere aperto, perché vedo così tanti ostacoli e problemi lungo il percorso” (ovvero la strada verso la frustrazione).
Quello era il blocco.
Invece di permettere a me stesso di provare entusiasmo, mi stavo frenando perché gli ostacoli mi sembravano troppo grandi da superare e quindi non riuscivo ad accedere alla piena potenza del mio entusiasmo.
“Nel momento in cui la mia mente vede i problemi, l'entusiasmo si spegne, lasciandomi bloccato con energia inespressa, frustrazione e la convinzione che il piano sia impossibile”.
Paola ha insistito. Mi ha chiesto di riportare la mia attenzione sul progetto di aprire la scuola e sul mio petto. Di sentire l'entusiasmo. E anche di accettare quanto mi facesse paura. E ancora e ancora, mi ha invitato a non dare voce ai pensieri del tipo “non è possibile, perché...” e ad aprirmi all'entusiasmo.
Con molti respiri profondi, qualche tocco sul petto per portare consapevolezza nella zona in cui sentivo paura ed entusiasmo e un profondo rilassamento nell'idea di provarci davvero - permettendo alla paura e all'eccitazione di coesistere - qualcosa è cambiato.
È stato magnifico.
Ho ancora paura? Certo che sì. Gli studenti hanno paura di avventurarsi in questo territorio nuovo e inesplorato? Sono sicuro di sì...
Possiamo trasformare quella paura in entusiasmo e usarla come carburante per nuove e meravigliose possibilità nella nostra vita?
Certo che sì.