Suggestioni in FM
Mi piace ascoltare musica, tantissimo.
Ascolto la radio, la prediligo alla televisione che non ho più da qualche anno.
A volte ascolto con dedizione, a volte le lascio farmi compagnia mentre sono intenta a fare altro.
Ma qualche giorno fa un messaggio pubblicitario che ho sentito alla radio ha catturato tutta la mia attenzione e non ho potuto fare a meno di appuntarmelo.
Diceva: "il dolore è un ostacolo alla tua attività sportiva".
Diciamo che dopo quella frase non ho più fatto caso se fosse la promozione di un analgesico o di un percorso agonistico con un personal trainer.
Perché non è questo il punto.
Sono rimasta stupita da come la nostra società ci imponga (o provi a farlo) degli standard che non hanno senso, strutturando, con certe narrazioni, un immaginario distorto.
Cosa vuol dire che il dolore è un ostacolo?
Il dolore fa parte di noi, fa parte della vita, è un elemento fondamentale per la sopravvivenza.
Ad esempio, se non avessimo la percezione del dolore, ci bruceremmo con il fuoco perché non sentiremmo il limite sulla nostra pelle, danneggeremmo i nostri muscoli scalando una parte rocciosa, senza un sano contenimento, non ci prenderemmo cura di una ferita.
Il dolore fisico (ma anche quello emotivo) è il binario che ci dà i riferimenti entro i quali stare.
Molti, invece, lo considerano un fastidioso orpello che ci impedisce di essere o fare ciò che siamo o vogliamo.
Ma siamo sicuri che ciò che pensiamo di essere sia ciò che veramente siamo?
Il dolore ci fa capire che forse ciò che immaginiamo di essere non è la strada giusta.
Soffriamo quando ci vogliamo immaginare diversi da come siamo nella realtà e la realtà, la concretezza, il qui e ora, sono il corpo.
E allora, cosa fare quando sentiamo dolore?
Dovremmo accoglierlo col sorriso e dire solo “grazie dolore”?
Affatto.
A nessuno piace soffrire. E sentire una sensazione che prima non avevamo ci impaurisce, siamo spaventati e non sappiamo come gestirla. Siamo ossessionati dal non avere dolore perché ci richiede attenzione, ci mette in crisi.
La società ci direbbe “spegnilo, combattilo, è un nemico”.
Sì, ok, ma se esistesse una lotta efficace e definitiva contro il dolore, ma certo, facciamola tutti!
Quello che ho imparato in anni di insegnamento e di cura delle persone che vengono da me è che la questione non si risolve definitivamente da fuori, ma solo se si pone la giusta attenzione al dolore che abbiamo e ne traiamo l’insegnamento che ci serve per gestirlo in autonomia. Con il lavoro che possiamo fare nel corpo, possiamo imparare a gestirlo sciogliendolo attraverso l’energia che già possediamo.
Il dolore ci dice che è arrivato il momento di prenderci cura di noi stessi, per capire cosa ci sta succedendo.
Per tornare alle pubblicità, e per parafrasare un vecchio slogan, “buona cura a tutti”!